
I produttori di prodotti in stile streetwear dipendono interamente dal controllo dei colori. I clienti desiderano colori intensi, che non cambino colore dalla fase di prova alla produzione effettiva. Questa coerenza nei colori inizia con lo spettro emesso dalla luce UV che colpisce l’inchiostro.
Ciò che è davvero importante La polimerizzazione tramite UV non dipende da un solo valore numerico: si tratta piuttosto dell’output spettrale e della densità di energia che viene fornita al film. Una lampada a vapore di mercurio ad alta pressione emette luce a 365 nm, mentre a 313 nm e 436 nm si hanno linee continue. Con inchiosti contenenti molti pigmenti, la luce a 365 nm garantisce una polimerizzazione più profonda, evitando così problemi legati alla superficie del film e assicurando una polimerizzazione completa in tutto il film.
Gli inchiсти utilizzati per le stamphe su schermo formano uno strato più spesso; quindi è necessaria un’intensità di irradiazione più elevata – solitamente tra 1200 e 1600 mW/cm² – e uno spettro stabile, in modo che i fotoiniziatori rimangano attivi lungo tutta la profondità dello strato di inchiostro.
Gli inchiisti utilizzati per le stampe flexografiche sono invece più sottili, perciò polimerizzano rapidamente. Tuttavia, se lo spettro luminoso non è corretto, può verificarsi ingiallimento del colore. È quindi importante mantenere sotto controllo la luce tra 385 e 405 nm e ridurre al minimo il calore generato, in modo da evitare stress sul substrato e mantenere i colori bianchi puliti.
Il pacchetto di riflettori – efficienza dei riflettori e rivestimenti dichroici – determina quanta luce UV effettivamente raggiunge il substrato, anziché trasformarsi in calore.
Perché questo è importante per ottenere colori di qualità Quando si vuole ottenere colori riproducibili con un minimo di variazioni, è necessario abbinare la potenza della lampada alla composizione chimica dell’inchiostro. Si utilizza la luce a 365 nm per garantire una polimerizzazione profonda e stabilità dei pigmenti, mentre la luce tra 385 e 405 nm serve per migliorare la qualità della superficie del film. In questo modo si ottiene una maggiore saturazione dei colori, senza aumentare eccessivamente la quantità di pigmenti utilizzati.
I vantaggi sono: colori coerenti secondo lo standard Pantone, lucidità costante e minor numero di prodotti difettosi causati da una polimerizzazione incompleta o da distorsioni dovute al calore.
I dettagli pratici È necessario abbinare correttamente la lampada all’architettura della stampante. Lunghezza della lampada, distanza tra gli elettrodi e geometria dei riflettori devono essere adatti alla stanza di polimerizzazione; altrimenti, l’uniformità dell’irradiazione ne risente.
Le lampade ad alta potenza generano molto calore; quindi la gestione del calore non è affatto opzionale, soprattutto sui substrati sensibili al calore.
Inoltre, le lampade perdono efficacia nel tempo. È quindi necessario monitorare l’output con un radiometro spettrale e programmare i sostituti, in modo che la densità di energia rimanga entro i limiti necessari.