
Far funzionare realmente i sistemi di sterilizzazione a UV in una fabbrica intelligente Le lampade a UV per la sterilizzazione non sono soltanto delle semplici lampadine da collegare direttamente alla presa elettrica. Si tratta di strumenti ad alta energia. Se le si tratta come delle normali lampade da ufficio, si rischiano problemi seri. Quando si cercano di integrarle in un sistema automatizzato moderno, bisogna smettere di pensare a interruttori per accendere/spegnere e iniziare a pensare a sensori e sistemi di sicurezza. Il problema legato all’alimentazione La maggior parte di queste lampade UVC funziona bene a una lunghezza d’onda di 254 nm, che è quella ideale per danneggiare il DNA dei microrganismi. Tuttavia, queste lampade sono molto esigenti: se il balastro non è perfettamente compatibile con la potenza della lampada, le fluttuazioni di tensione possono causare il danneggiamento prematuro delle lampade stesse. Inoltre, se si utilizza una cinghia trasportatrice veloce, è necessario utilizzare tubi ad alta potenza per ottenere risultati efficaci. Ma più potenza significa anche più calore. Se non si utilizzano ventole per la refrigerazione, il rivestimento in quarzo si surriscalda e la potenza di emissione diminuisce. È così semplice. Sicurezza: aspetti fondamentali Non si possono correre rischi in questo ambito. Assolutamente no. È necessario utilizzare interruttori meccanici e sensori PIR che interrompano l’alimentazione non appena un tecnico apre un pannello. Nessuna eccezione. Se un sensore non funziona correttamente, tutto il sistema deve passare in modalità “spegno”. Un consiglio utile: utilizzare cavi schermati per le linee di controllo. I balast generano molti disturbi elettronici; se questi cavi non vengono protetti, si possono verificare guasti che faranno impazzire il personale addetto alla manutenzione. Monitoraggio del deterioramento delle lampade Ecco il problema che spesso causa problemi: il vetro di quarzo si deteriora nel tempo. Questo fenomeno viene chiamato solarizzazione. La lampada potrebbe ancora emettere luce blu, ma la sua capacità di sterilizzare diminuisce progressivamente. Non affidarsi al calendario: i calendari mentono. È meglio utilizzare un contatore di ore per monitorare il tempo effettivo di funzionamento delle lampade. Di solito sostituisco le lampade quando hanno raggiunto l’80% della loro durata prevista. È meglio sostituire le lampade un po’ prima, piuttosto che scoprire, nel bel mezzo di una produzione importante, di avere una “zona cieca” nella zona di sterilizzazione.